giovedì 24 novembre 2016

Ghost in the shell media franchise composto da manga, anime, videogame e romanzi.


Ghost in the Shell è un media franchise composto da manga, anime, videogame e romanzi. Questi si focalizzano sulle indagini della cosiddetta "Sezione 9", un'organizzazione antiterroristica presente in un futuristico  Giappone dai toni cyberpunk.

La prima opera ad entrare in questo franchise è il manga Ghost in the Shell, di Masamune Shirow, serializzato per la prima volta in Giappone sullo Young Magazine, nel 1989. I sequel disegnati dallo stesso Shirow sono Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor, uscito in un volume unico nel 2003, e Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, uscito in un volume unico nel 2001.

Nello scrivere questo e altri manga, come Appleseed e Dominion Conflict, Masamune Shirow ha pensato un universo complesso e ipertecnologico. L'intera produzione di Ghost in the Shell presenta tratti di religiosità che seguono l'evoluzione del pensiero dell'autore: lo scopo della serie sembrerebbe la volontà di dimostrare che l'anima sarebbe un software e che la biologia sarebbe solo una forma di tecnologia particolarmente complessa.
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Questo dimostrerebbe la necessità di presentare tale messaggio "religioso" entro uno scenario futuristico di informatizzazione esasperata (al punto da rendere cyborg gli uomini impiantando nel loro cervello e nel loro corpo estensioni informatiche e meccaniche), in cui siano evidenti tanto le affinità quanto le contraddizioni.

L'ambientazione di Ghost in the Shell è distintivamente cyberpunk o postcyberpunk, simile a quelle della Trilogia dello Sprawl dello scrittore di fantascienza William Gibson, sebbene l'opera di Shirow sia maggiormente focalizzata sulle ramificazioni etiche e filosofiche della fusione tra l'umanità e la tecnologia.

Ma cosa accade se le AI diventano tanto evolute da rivendicare esse stesse i diritti di un essere umano? Questo è uno dei fili conduttori di Ghost in the Shell, capace di proporre, oltre a racconti di azione e investigazione, anche notevoli problemi etici e religiosi.

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Trama.
2029. New Port City, Giappone. In un mondo in cui la nanotecnologia ha compiuto passi da gigante, portando alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchina, si muove la Sezione 9 Pubblica Sicurezza, reparto speciale della polizia preposto alla risoluzione di crimini e terrorismo informatici. Tra le sue fila spicca la figura del Maggiore Motoko Kusanagi, donna cyborg con corpo e cervello completamente cibernetici (tranne che per alcuni tessuti neurali), che si ritroverà invischiata nel caso del “Signore dei Pupazzi”, geniale quanto misterioso hacker in grado di introdursi nella zona più remota dei cervelli cibernetici e di prenderne il controllo.

Ambientato nel XXI secolo Ghost in the Shell è un thriller poliziesco fantascientifico che segue le vicende dell'agente Motoko Kusanagi e della Sezione di Sicurezza Pubblica numero 9 (公安9課 Kōan Kyūka?), conosciuta più semplicemente come "Sezione 9". L'unità in questione è specializzata nella risoluzione di casi e di crimini in relazione all'informatica e alla tecnologia. 

Nell'universo di Gits l'ingegneria robotica e le nano macchine (anche dette micromachine) sono la normalità, e la gran parte degli uomini sono collegati alla rete, a cui possono accedere non soltanto mediante terminali fisici, ma soprattutto attraverso impianti situati nel loro stesso cervello. 
I cyber-cervelli per l'appunto permettono non solo di connettersi al web, ma anche di utilizzare la propria memoria con la stessa elasticità di quella di un computer, cancellando eventi, sovrascrivendoli o addirittura immagazzinando libri con estrema facilità. 

Diversi uomini sono diventati cyborg, ovvero esseri in parte organici in parte robotici. Quello che differenzia un cyborg integrale da un robot è la presenza di un cervello umano e di un ghost, ovvero dell'anima, qualcosa di intrinseco e inspiegabile che permette agli uomini di "sentire" sensazioni particolari. Il ghost è l'istinto non mediato dai calcoli. 

Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e un'onnipresente rete computerizzata sono il palcoscenico per la rivoluzione dell'identità umana e della unicità di sé stessi. In particolare il manga affronta direttamente queste problematiche: Kusanagi e i suoi colleghi devono affrontare minacce esterne così come soffrire conflitti interni dovuti alle loro proprie nature.
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2 commenti:

  1. Alla faccia di chi, di tutto il franchise, accusi un andazzo intellettuale pesante da digerire, trattasi di una riflessione da pelle d’oca sull’Uomo prima che sulla macchina, di uno sguardo sulle insidie con cui la tecnologia minaccia la comune definizione di identità e umanità. Oggi, non domani mattina.

    È roba molto attuale, insomma.

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  2. A dire il vero anche quella piccola perla di “Fear Effect” avrebbe molto in comune con il mondo immaginato da Shirow e Oshii, fatto di corporazioni, androidi e simbolismo orientale. Ma si dà il caso sia da poco uscito questo titolo dedicato, che ha ovvia precedenza.
    Non sbaglierei se descrivessi “Ghost in the Shell Stand Alone Complex” come uno shooter, ma non renderei merito a un gioco che dà il suo meglio sfruttando immaginario e suggestioni del media franchise.

    RispondiElimina

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